L'ISOLA D'ELBA



L'Isola d'Elba è la maggiore dell'Arcipelago Toscano e la più estesa (223,52 km2) fra quelle italiane dopo la Sicilia e la Sardegna. Fa parte amministrativamente della prov. toscana di Livorno ed è situata nel Mar Tirreno sett., tra la Corsica e la Toscana, da cui dista una decina di chilometri e dalla quale è separata tramite il Canale di Piombino; ha forma all'incirca triangolare e sviluppa un perimetro di 118 km, con una lunghezza di 27 km e una larghezza massima di 18.

Prevalentemente montuosa, culmina a 1019 m nel m. Capanne. Le coste dell'Elba, in genere alte e rocciose, sono molto frastagliate e caratterizzate da numerose sporgenze e da profonde insenature, costituite dai golfi di Procchio, di Biodola e di Portoferraio a N, di Campo, di Lacona e della Stella a S, di Mola a E.

La struttura geologica è piuttosto complessa: la sezione occid. è costituita essenzialmente dalla vasta massa granitica del m. Capanne; nella sezione centr. prevalgono formazioni di rocce effusive, mentre in quella orient. sono diffusi le rocce calcaree e arenacee, i micascisti gneissici e gli scisti ardesiaci e carboniosi. Il clima è molto dolce con inverni miti ed estati relativamente fresche.

La popolazione dell'Isola d'Elba(29.274 ab.), distribuita negli otto comuni di Campo nell'Elba, Capolìveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio, Rio nell'Elba e Rio Marina, si dedica in prevalenza al turismo in continua espansione. Da tempo inattive sono le miniere di ferro (peraltro di modesta entità) di Rio nell'Elba, di Calamita e di altre località, situate tutte nel settore orient. dell'isola: il minerale veniva interamente esportato ed era lavorato negli altiforni di Piombino, Cornigliano Ligure (Genova) e Bagnoli (Napoli).

Occupata dapprima dai Liguri, poi dagli Etruschi di Populonia, che sfruttarono il ferro nelle loro fornaci, e quindi dai Siracusani (453 a. C.), divenuta romana (Ilva), fu adibita a base navale e vi fu intensificata l'estrazione del ferro. Possesso dei duchi longobardi della Marca Marittima Toscana, fu difesa dalle incursioni saracene e genovesi dai Pisani, finché dopo la battaglia della Meloria (1284), l' Isola d'Elba cadde in mano di Genova che nel 1309 però riconobbe il dominio di Pisa. Nel 1399 tutta l'isola entrò a far parte del Principato di Piombino, possesso degli Appiani (riconosciuto dall'imperatore Massimiliano soltanto nel 1502). Nel corso del sec. XVI subì più volte gli attacchi dei pirati turchi che la devastarono, specie con le incursioni comandate da Khayr ad-Din più noto come il Barbarossa (1534). Carlo V la vendette (1546) a Cosimo I de' Medici duca di Firenze, il quale per difenderla dai Turchi incrementò la costruzione di fortificazioni.

Disputata tra Borboni di Spagna e Asburgo durante la guerra di successione spagnola, venne occupata dagli Inglesi (1796), poi dai Francesi (1799) che con la Pace di Amiens (1802) se la aggiudicarono. Ritiro di Napoleone (dal maggio 1814 al marzo 1815) prima dei Cento Giorni, per il Trattato di Vienna fu unita al Ducato di Toscana fino al 1860, quando venne incorporata al Regno d'Italia.

Nell'isola esistono tracce di cultura neolitica della fase a ceramica impressa, ruderi di forni etruschi per la fusione dei metalli e vari resti di età romana, tra i quali i ruderi di una grande villa romana in opera reticolata in località Le Grotte a 10 km da Portoferraio.

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